sabato 6 febbraio 2010
venerdì 29 gennaio 2010
Addio ad uno dei più grandi.
Si è spento Salinger, maestro della letteratura del 900'; ed io, che con il Giovane Holden ci sono praticamente cresciuto, resterò sempre con il medesimo interrogativo:" Dove vanno le anatre di Central Park quando ghiaccia il laghetto?"
Tratto dal Corriere Della Sera.
NEW YORK — Poche ore dopo l’annuncio della sua morte, il settimanale «New Yorker» ha messo online i 13 racconti che dal 1946 al 1965 furono pubblicati sulle sue pagine. Contemporaneamente, su Twitter, Bret Easton Ellis, gioiva per la sua scomparsa, a testimonianza della grandezza, non priva di contrasti e polemiche, del leggendario autore de Il giovane Holden. Il 91enne J.D. Salinger — «La Garbo della letteratura», come l’ha ribattezzato il «New York Times» — si è spento nella sua casa di Cornish, nel New Hampshire, dove viveva da auto recluso da più di cinquant'anni. L'annuncio della scomparsa è stato dato dal figlio Matt. La conferma è poi giunta dall'agente, secondo cui il decesso è avvenuto «per cause naturali, senza dolore alcuno». Jerome David Salinger era nato a Manhattan il primo gennaio 1919, figlio di Sol Salinger, un ebreo di origini polacche che operava nel commercio di carni, e diMarie Jillich, di origini metà scozzesi e metà irlandesi. Quando si sposarono, la madre di Salinger cambiò il proprio nome in Miriam e si convertì all'ebraismo; J. D. non seppe che sua madre era convertita fino al giorno del suo bar mitzvah. Dopo le scuole superiori s'iscrive alla New York University che abbandona nella primavera del 1937 per imbarcarsi su una nave da crociera. In autunno si fa coinvolgere nell'azienda del padre, che lo spedisce nella filiale della sua ditta a Vienna. Riesce a scappare un mese prima dell'annessione da parte della Germania nazista, quando la sua stessa vita improvvisamente è in pericolo. Tornato in America, frequenta il corso di scrittura della Columbia University, e nel 1940 pubblica il suo primo racconto. L'anno dopo inizia un'appassionata relazione con Oona O'Neill, figlia di Eugene O'Neill, che però non esita a mollarlo per Charlie Chaplin. Nel 1942 parte come soldato alla volta dell'Europa, dove partecipa allo sbarco ad Utah Beach nel D-Day e alla battaglia delle Ardenne. Assegnato al controspionaggio, è tra i primi a entrare nei lager tedeschi. «È impossibile non sentire più l'odore dei corpi bruciati, non importa quanto a lungo tu viva», la figlia Margaret ricorda di avergli sentito dire. Anche in guerra non smette mai di scrivere e, al ritorno, inizia a collaborare con il «New Yorker».
Il giovane Holden (edito in Italia da Einaudi), manifesto della ribellione giovanileda ormai tre generazioni, esce nel 1951 e riscuote un immediato successo, anche se le prime reazioni della critica furono negative. Dopo la pubblicazione di Nove Racconti nel 1953, J. D. Salinger si ritira a vita privata difendendo la propria privacy con un’ostinazione quasi patologica, sino a raggiungere un isolamento da eremita. Da allora le notizie su di lui si fanno frammentarie e contraddittorie. Di certo si sa che ha collezionato ben tre mogli: la tedesca Shula, da cui divorzia nel 1945 dopo solo otto mesi; la studentessa Claire Douglas, da cui ebbe due figli, Margaret e Matt e l’attuale, Colleen O’Neil, sposata nell’88. Nel 2000, sua figlia Margaret, con l’aiuto della madre Claire, pubblica l’autobiografico «Dream Catcher: A Memoir» (edito in Italia da Bompiani con il titolo L’acchiappasogni) dove fa a pezzi il padre descritto come un sadico, capace di terribili violenze psicologiche sui familiari più stretti che, avrebbe «costretto a vivere da prigionieri virtuali». All’indomani della sua scomparsa resta il mistero dei suoi inediti. Un’amante che aveva avuto negli anni Sessanta, finita la relazione, disse che Salinger scriveva regolarmente e aveva completato almeno altri due romanzi. Pare mettesse un segno rosso sui manoscritti che si potevano pubblicare così come sono e uno blu su quelli da revisionare.
venerdì 15 gennaio 2010
Per Amare La Vita Bisogna Tradire Le Aspettative.
Ognuno ha le sue prigioni , mentali, fisiche
Ognuno ci convive
Ma quando le pareti cominciano a restringersi, le facce diventano anonime
Quando lo specchio comincia a darti del tu
Quando i marciapiedi ti provocano vertigini e la strada sembra il tuo tappeto rosso
Metti insieme il tuo bagaglio
Riempilo di ricordi, speranze, parole, storie vissute e storie da vivere
Riempilo di emozioni, musiche, liti, illusioni d’epoca, domande e risposte
Trovati un amico e comincia la condivisione, l’esplorazione
vai a caso, lascia le tue lacrime sul cuscino, incontrati con la vita,
scontrati con il dolore e ruba l’amore
Non avere una meta ma cento,
prova a ritornare perché il ritorno da senso al viaggio
Pensa a Polifemo e alla sua solitudine e rispetta la solitudine altrui
Gira intorno al mondo
Non girare con lui
Affrancati da te stesso e dall’attesa
Per amare la vita bisogna tradire le aspettative
Guardati intorno e guardati da chi si professa libero
Il sapore della libertà è la paura
Solo chi ha paura della libertà ha il coraggio di inseguirla.
mercoledì 13 gennaio 2010

Lo dico a sangue freddo, con cognizione di causa e una discreta esperienza alle spalle: l'unico amore possibile, l'unico che duri in eterno, è l'amore verso i figli. Tutti gli altri sentimenti non sono altro che infruttuosi tentativi di imitazione, eco appena percepibili, bagliore lunare. Ecco perché non serve dàrsi pena per un addio inatteso o un (presunto) amore non corrisposto.
Certo, credere di essere innamorati è un ottimo diversivo per tenere occupata la mente e sollazzare il cuore, per rimpinguare i conti del proprio operatore telefonico e, soprattutto, per sentirsi cercati e quindi (povero chi ci crede) indispensabili. Analisi cinica, lo ammetto. Ma dopo anni di vagheggiamenti onirici e interminabili viaggi a bordo di nuvole turchesi, sono precipitato al suolo sotto il fuoco incrociato della realtà dei fatti, cosa assai diversa dai millantati pucci pucci micio micio e svenevolezze varie. Un po' di sano realismo non può che far bene, anche se ha lo stesso impatto di una supposta antipiretica: fastidiosa, ma guarisce.
Obiezione prevedibile: tu parli così perché non ti sei mai innamorato. E che Dio me ne scampi! Mai e poi mai potrei perdonarmi una tale sventatezza. Ho creduto di esserlo 2 o 3 volte in tutta la mia vita ma puntualmente, tempo 3 mesi, abbandonavo la nave. Passione, ardore, chimica, feeling, intesa, attrazione, momentaneo stato di euforia, eccitazione indomita, insomma tutta 'sta roba qua fa smarrire la sinderesi, ma state ben attenti. L'amore non esiste. L'amore è l'oppio dei poveri.
domenica 3 gennaio 2010
Il Giorno Dopo.
Tutto sembrava il lieto fine di uno di quei romanzi rosa, venduti a poco prezzo,che andavano di moda tempo fa tra le signore sole che dovevano ingannare il tempodurante un viaggio in treno.
Ma ora ecco che sentiva strisciare dentro di lui l’angoscia e l’ansia. Rimanendo immobile, sdraiato sul suo letto,poteva avvertire gli spostamenti nel suo corpo, come nell’irrequietudine si scambiavano tra loro seguendo un’improbabile coreografia.
Ma perché quei vecchi amici, spariti da tempo, si erano fatti vivi nuovamente causandogli quell’amara sensazione di vuoto allo stomaco? Per quanto si sforzasse di ricordare cosa l’avesse condotto allo stato attuale delle cose,tutti gli avvenimenti della scorsa sera sembrarono irraggiungibili, come in una foto totalmente sfocata.
Sicuramente doveva trovarsi insieme a Lei. Lei era il motivo per cui i suoi compagni di una volta, che ora si agitavano dentro di lui, l’avevano abbandonato,lasciando il posto ad una serenità che mai aveva conosciuto, e che ora chiamava con tutto sè stesso, non ricevendo però alcuna risposta.
I contorni della foto impressa nella sua memoria iniziarono gradualmente ad assumere forma,e cominciò a sentire un sapore metallico, come di sangue. Le bestie dentro di lui si mossero più ferocemente, contorcendosi con spasmi rapidi ed improvvisi, gli sembrò quasi di sentire il loro respirare diventare sempre più affannoso.
Quale potesse essere la causa della sua condizione attuale era ancora un mistero. Cercò di interrogare i suoi parassiti, ma ottenne solamente un aumento degli spasmi. Così tornò a concentrarsi sull’immagine da schiarire, tentando di ignorare i vermi che stavano risalendo verso l’alto con l’intenzione di divorargli il cervello e sostituire ai suoi pensieri raziocinanti le loro innumerevoli paranoie.
Una scena di violenza apparve improvvisamente nella sua testa a spiegare la sensazione di sangue,ma i protagonisti continuarono a rimanere nell’ombra, con i loro volti privi di tratti somatici. Uno dei vermi diede il primo morso: Che cosa aveva fatto? Era il responsabile di qualche deprecabile azione? Chi aveva ferito? Perché? Se Lei fosse stata l’oggetto di qualche sua atrocità l’angoscia avrebbe avuto una motivazione valida, e quel senso di tradimento che provava avrebbe chiarito tutto. Ma quale poteva essere stata la causa di una così insensata violenza nei confronti della creatura che più amava al mondo? In nessun modo sarebbe stato capace di tanto…Le paranoie continuarono a moltiplicarsi senza alcun controllo.
Infine, preso dalla disperazione, riuscì ad aprire gli occhi, e vide l’altra metà del suo letto: il coprilenzuola non era stato toccato, era ancora in ordine come la sera precedente, nulla sembrava mutato, lo specchio che Lei usava per truccarsi prima di uscire, le loro foto appese al muro…finché il suo sguardo non cadde sul lato opposto del letto. Era seduta lì, con una solitaria lacrima che scorreva lungo la sua guancia e gli occhi vitrei persi nel nulla, quegli stessi occhi in cui lui si era immerso così tante volte, quegli occhi che erano il suo ultimo pensiero prima di dormire ogni notte, e ancora in mano teneva stretto il pugnale. Improvvisamente sentì il gelido tocco di quella lama, nonostante fosse stata estratta da tempo, e vide riflesso nello specchio lo squarcio cremisi che aveva lasciato nel petto. Non poteva più piangere, non poteva chiedere spiegazioni. Nel silenzio della stanza una voce <<…solo una contrazione muscolare…>>. E una mano calò sulle sue palpebre chiudendole per sempre.
venerdì 1 gennaio 2010
La Prima.
come il sole all'orizzonte la sera, come vero che non voglio tornare
a una stanza vuota e tranquilla dove aspetto un amore lontano
e mi pettino i pensieri col bicchiere nella mano
Chi di voi l'ha vista partire, dica pure che stracciona era
quanto vento aveva nei capelli, se rideva o se piangeva
la mattina che prese il treno, era seduta accanto al finestrino
vide passare l'Italia ai suoi piedi, giocando a carte col suo destino
Ora i tempi si sa che cambiano, passano e tornano tristezza e amore
da qualche parte c'è una stanza più calda
sicuramente esiste un uomo migliore
io nel frattempo ho scritto altre canzoni, di lei parlano raramente
ma non vero che io l'abbia perduta, dimenticata come dice la gente.
giovedì 24 dicembre 2009
Seconda.
Resto qua
e la miseria sa cosè l'amor
Natale è già passato
e non sono ritornato
lambrette e motorette
spernacchiano l'oscurità
...
venerdì 18 dicembre 2009
Quanto tempo ci vuole per innamorarsi?
Passeggiamo con la persona giusta per le strade di periferia, prendiamo a poco a poco l'abitudine di passeggiare insieme ogni giorno. Di tanto in tanto, distratti, ci chiediamo se non stiamo forse passeggiando con la persona giusta: ma crediamo piuttosto di no. Siamo troppo tranquilli, la terra e il cielo non sono mutati; i minuti e le ore fluiscono quietamente, senza rintocchi profondi nel nostro cuore. Noi ci siamo sbagliati già tante volte: ci siamo trovati in presenza della persona giusta, e non lo era.
Per settimane e mesi, passiamo i giorni con la persona giusta, senza sapere: solo a volte, quando rimasti soli ripensiamo a questa persona, la curva delle sue labbra, certi suoi gesti e inflessioni della voce, nel ripensarli, ci danno piccolo sussurro al cuore: ma non teniamo conto d'un così piccolo, sordo sussulto. La cosa strana, con questa persona, è che ci sentiamo sempre così bene e in pace, con un largo respiro, con la fronte che era stata così aggrottata, torva per tanti anni, d'un tratto distesa; e non siamo mai stanchi di parlare e ascoltare. Ci rendiamo conto che mai abbiamo avuto un rapporto simile a questo con nessun essere umano; tutti gli esseri umani ci apparivano dopo un po così inoffensivi, così semplici e piccoli; questa persona, mentre cammina accanto a noi col suo passo diverso dal nostro, col suo severo profilo, possiede una infinita facoltà di farci tutto il bene e tutto il male. Eppure noi siamo infinitamente tranquilli.
Natalia Ginzburg dal racconto "I rapporti umani"
giovedì 17 dicembre 2009
sabato 12 dicembre 2009
Quarta delle mie Dieci Canzoni Preferite. "E ora dove sei, tu che sapevi ridare ai giorni e ai mesi un qualche senso..."
venerdì 27 novembre 2009
venerdì 20 novembre 2009
giovedì 5 novembre 2009
Settima delle mie Dieci canzoni preferite. Cara Valentina, il tempo non fa il suo dovere e a volte peggiora le cose"
lunedì 2 novembre 2009
venerdì 30 ottobre 2009
martedì 27 ottobre 2009
Futuro Semplice.

“Ah non lo so di certo!!”
“Tu che cosa ne hai fatto della tua?”
“Io l’ho sprecata!”
“Tu?”
“Sì, l’ho sprecata giorno dopo giorno!”
“E sapevi di sprecarla?”
“Assolutamente no!”
“E il Futuro Charles?”
"E' SEMPLICE!!"
"O anteriore!!"
"Non so niente del futuro!"
"Ma come lo immagini, come lo prevedi?"
“Il codardo è uno che prevede il futuro. Il temerario lo vive e basta.”
Jack se ne stava appoggiato al muro fumando una sigaretta dopo l’altra. Il cielo era un omaggio a The Wave di Renoir. Anche il mare ma era da tutt'altra parte. Dicono che il cielo abbia in sé qualcosa di infernale! Lo diceva De Andrè o Bressens o qualcun altro.
Jack aspettava un segno o anche una botta di culo e vedeva ubriachi entrare e uscire da quel bar. Inseguiva botole e imbuti. Non aveva né senso né buonsenso.
Anche quella sera tornò a casa senza aver capito niente del futuro!
Ed anche le sere successive.
domenica 25 ottobre 2009
ATTENZIONE: IL TRAILER DEL PRIMO FILM IN USCITA NEL QUALE CI SONO ANCH'IO! GIRATO TUTTO IN BASILICATA, PROSSIMAMENTE SUL RED CARPET DI CANNES!
lunedì 19 ottobre 2009
Schizzi Grevi Di Vita Che Fu.
Arrivai al punto di dovermi chiedere che fine volessi fare. Una morte lenta mi aveva portato a questo punto. Come galleggiare in un liquido amniotico. E Lei era il mio liquido amniotico. Era brava, era proprio brava a tenermi appeso ad un filo, al filo della sua gonna. Lei era una di quelle canzoni in minore, tristi ma che piacciono a tutti, proprio a tutti. Passavano ragazze nella mia vita come a una cassa del supermercato. Era tutto inutile. E allora due persone che si dicono addio devono essere due persone che si dicono addio. O è tutto un gioco? Ero stremato a quel punto. Eppure dovevo un ultimo slancio al peso della scelta.
In realtà ero convinto che la scelta non toccava a me ma m’illudevo e nell’illusione mi crogiolavo.
Fino a quel momento ero rimasto a vedere.
Fino a quel momento.
Fino a quella notte in cui dimenticai il suo nome.
Quella notte che dimenticai il suo nome non fui in grado di parlarle.
Quella notte che dimenticai il suo nome avvolsi di fumo il silenzio.
Quella notte che dimenticai il suo nome non mi voltai indietro.
Quella notte che dimenticai il suo nome avevo il mal di mare sulla neve.
Quella notte che dimenticai il suo nome supplicai di scomparire.
Perchè l'illusione è il lusso della gioventù (V.C.)
venerdì 16 ottobre 2009
Un amore che comincia d'estate, si è perso la primavera, ma non lo si vedrà mai pensare all'autunno imminente.
lunedì 12 ottobre 2009
LA SCELTA.
Per me non fu una scelta difficile, perché poi non è questione di carattere come dicono tutti.
Di fronte a scelte ben più banali cadevo in una totale depressione decisionale.
Ma quel giorno fui convinto, certo, pronto a direzionare la mia vita verso quella scelta e a segnarla, nel bene e nel male, per tutta la sua durata.
Oggi non so ancora se quella scelta è stata una svolta o un ripiego, non so nemmeno, e probabilmente mai lo saprò, dove mi condurrà; non la vedo come un azzardo né come una resa.
Ricordo comunque che fu una scelta avventata e direi alquanto scellerata nelle modalità in cui si presentò in quell’attimo.
Ero completamente in balia di stati d’animo convergenti.
Avevo già pagato molto,e per tutto l'anno.
Eppure quella sera non esitai un attimo a buttare tutto alle ortiche (come dicono i benpensanti e gli educati).
Oggi ho come stampata in testa quella sensazione di liberazione che seguì la mia scelta, un senso di libertà e allo stesso tempo un lieve timore per un futuro incerto di sicuri annebbiamenti dei sensi.
Alla fine non ascoltai nemmeno le suppliche della gente che voleva farmi tornare a ragionare su quello che stavo perdendo.
Alla fine ascoltai, e credo che solo io in quel momento lo udivo, quel richiamo, quel liquido canto di sirene postmoderne come uno sciabordare di flutti su ruvide pareti di vetro e schiuma come un mare giallo paglierino.
Non seppi resistere.
Che avrei perso salute, soldi e forse anche la mia credibilità lo sapevo benissimo.
Ma fu più forte di me.
Non seppi resistere.
Scaraventai la borsa in un angolo vicino alla porta ed entrai in quel bar.
Era il mio primo giorno di palestra.
Non ci misi mai piede in quella palestra.
Mai più.
Quel giorno al posto della palestra scelsi il bar.
E ne divenni un campione.
giovedì 8 ottobre 2009
25 Aprile. Capolavoro Capossela.
Che amarezza però
rimanere così da soli
sul marciapiede
mi vengono in mente le altre volte
ad aspettare te
e non c'è niente più da fare
aspettare un altro treno
tu non verrai e che stupido son stato
venire subito da te
chiederti perché
ma non importa,
che t'importa
m'infilerò in questo locale jazz
ti cerco un po' prendo una birra
e un altro po' d'amore
se ne va.
mercoledì 7 ottobre 2009
venerdì 2 ottobre 2009
Venerdì Mattina.
Renè Magritte: Gli Amanti 1928 Olio su Tela New York Richard S. Zeisler Collection Mettiamo il caso che un venerd' alle 7.30 di mattina ti svegli, e continui ad assaporare ancora vagamente il dolceamaro retrogusto del sogno e della notte appena tracorsa. Mettiamo il caso che mentre sei lì che fissi ansiosamente la caffettiera, qualche immagine comincia a riaffiorare, ma è rapidamente smussata dallo stato vegetativo pre-caffè e dalla bassa concentrazione di caffeina nel plasma. E' soltanto sotto la doccia, che riemergono contrastanti i sentimenti che provi.
Il-luso e De-luso. Esattamente così.
E' come se la felicità ti si fosse presentata davanti augurandoti il buongiorno, ma un attimo dopo ti avesse preso a schiaffi così forte da svegliare anche chi ti sta intorno.
Il-luso e De-luso.
E' solamente mentre scegli la camicia che l'onirico abbandona il reale, e ricordi perfettamente tutto, ogni minimo dettaglio. Allora ti allacci le scarpe, infili la giacca, sorridi, ed esci ad inseguire un'illusione.
mercoledì 23 settembre 2009
RITORNO DI FIAMMA.
Leggo su Facebook che “chi ama non lascia andare via” e, in ottemperanza alla girandola dei ritorni di fiamma, mi vengono in mente due titoli straordinari per fondare altrettanti gruppi di ritorno.Il primo è “L’ex è come la cerasa (ciliegia ndr): amara sulla pianta e dolce quando se ne stacca” e di questo ne sono certamente più consapevoli le donne che gli uomini. Non è un problema di PRESENZA come spesso credete voi, al contrario è l’ASSENZA a pesare non poco nel gioco del ritorno. Della presenza ci si fa una ragione di vita, ci si costruiscono apparati matrimoniali destinati a durare nel tempo, ci si infarciscono torte nuziali e pomeriggi da divano fino ad arrivare al punto dell’ingombro. A un certo punto la presenza si fa ingombrante e, che ci crediate o no, tutti ci arrivano anche quelle coppie che credete essere perfette e a prova d’estate. Maestre nell’arte di dare nomi a questo periodo sono le femmine (e le femmine so’ peggio delle donne!).
Lo chiameranno in tutti i modi possibili e immaginabili: crisi del settimo anno, del nono mese, del primo lustro, di mezz’età, del secolo scorso, anemia sentimentale, apatia eclettica ecc. ecc. ecc. E’ in questo momento che si scatenano le performance tipiche della sezione femminile dell’ACTOR STUDIO in un bestiario di frasi fatte che in confronto la sezione wikiquote degli aforismi è un temario di terza media.
“Non sei più come prima!” (io??)
“No lo so nemmeno io che cos’ho!”
“Non so più cosa provo per te!”
“E' meglio che stiamo un po’ da soli!”
Quando le femmine vi dicono così è meglio che lasciate perdere! Hanno deciso da tempo! E toglietevi dalla testa l’amore e tutte quelle cavolate che vedete nei film con Julia Roberts perché nel 99% dei casi va in tutt’altro modo e alla prima mossa che sbagliate la pagherete cara, anzi carissima!
In questo momento le vostre vite potrebbero prendere una china deleteria se non ragionate attentamente su ogni cosa, se vi lascerete andare all’istinto farete dei danni irreversibili a tutto quello che vi circonda e in primis a voi stessi. Soprattutto lasciate perdere il gruppo di FB che vi dice di lottare per amore, che chi tiene duro vince, che chi insiste alla fine raggiunge l’amore, che chi ama non lascia andare via, perché invece chi insiste da solamente fastidio!
La miglior cosa da fare in questo caso è, seppur a fatica, non essere invasivo, sparire, far perdere le proprie tracce, creando l’ASSENZA! Per la maggior parte della popolazione umana è impossibile riuscire a scomparire senza tentazioni e in questo la tecnologia non ci aiuta, anzi! In questo periodo sono assolutamente sconsigliati tutti i tipi di SOCIAL NETWORK da facebook a msn. Bisognerebbe cancellare tutto ciò che gravita intorno all’ex partner ma si sa che è praticamente impossibile. Quando finalmente riuscite a creare l’ASSENZA lei o lui ritornerà da voi.
Tu credi di essere la persona più felice del mondo ma attenzione, non è tutto oro quello che luccica e l’amore esiste solo nei libri di Moccia a differenza dell’italiano (scusate la battuta). E in questa occasione del ritorno di fiamma che mi viene in mente il secondo titolo da gruppo di FB: LA MERDA PIU’ LA GIRI E PIU’ PUZZA! (Scusate la licenza.)
lunedì 21 settembre 2009
martedì 8 settembre 2009
Impressioni di Settembre.
Fine del post, dell'estate e di tutto quello che dentro c'è stato.
giovedì 27 agosto 2009
martedì 25 agosto 2009
mercoledì 22 luglio 2009
Upgrade in progress...
Nella foto sopra: Cimetidina, antagonista recettori H2.Ore 11.55 Aula Ospedale 1, Facoltà di Medicina Veterinaria Torino.
Davide affonda Golia a colpi di nitriti, nitrati e paracetamolo.
Il colpo finale è sferrato dalla cimetidina, 10 mg/kg e.v. E' l'apoteosi! La notte è giovane e la Francia attende...a buon intenditor...
martedì 21 luglio 2009
mercoledì 8 luglio 2009
martedì 26 maggio 2009
domenica 3 maggio 2009
mercoledì 8 aprile 2009
lunedì 6 aprile 2009
Upgrade in progress...
Nella foto: furosemide, diuretico d'ansa o a rapida azione.
venerdì 27 marzo 2009
21 marzo, inizio di primavera...


martedì 10 marzo 2009
Che Dio salvi i barbiturici!
venerdì 27 febbraio 2009
mercoledì 25 febbraio 2009
Dove lavorerò ad aprile.
Animalisti incendiano con 20 molotov lo Zoom Torino: scomparsi 40 volatili, bruciati o portati via
I volatili coinvolti sono poiane, falchi e gufi. Liberi di giorno, la notte questi rapaci vengono ricoverati in apposite voliere e trespoli. Le cariche incendiarie, bottiglie da 1 litro e mezzo di benzina innescate da zampironi collegati a fiammiferi e tavolette di diavolina per caminetto, hanno dato fuoco anche ad un capannone e all'ingresso degli uffici del parco. Un principio di incendio si è avuto anche nella casetta di uno dei guardiani. I danni, secondo una prima stima della proprietà, ammonterebbero a 700-800 mila euro.
Inaugurato da un paio d'anni nei pressi dei laghi di Cumiana, lo Zoom Torino è il primo zoo immersivo d'Italia. si tratta di un concetto innovativo di zoo, basato sulla ricostruzione dell'habitat naturale degli animali, che vivono liberi. Copre una superficie di circa 180 mila metri quadrati e al momento ospitava soltanto i volatili rapaci e alcune tigri, che però non sono rimaste coinvolte nel blitz animalista. La struttura, che doveva aprire al pubblico nel prossimo mese di aprile, impiega in tutto 20 biologi e veterinari, oltre una sessantina di lavoratori stagionali.
I carabinieri della Compagnia di Pinerolo, arrivati sul posto, sono impegnati nella ricerca delle carcasse degli uccelli che al momento non si trovano, come anche non sono stati rinvenuti gli anellini che gli uccelli portavano ad una zampa e con i quali venivano assicurati ai trespoli durante la notte. Sono stati invece trovati diversi ricci morti che avevano la tana proprio nel terreno coinvolto nell'incendio. Salva, per fortuna, l'aquila ospite dello zoo
La voliera dei rapaci è andata completamente distrutta ma, per motivi di sicurezza, non è stato ancora possibile rimuovere tutte le macerie. L'ipotesi, al momento, è che gli uccelli siano stati portati via, ma sono comunque destinati a morire. Ce lo spiega il falconiere del parco, Andrea Puglisi: "Se fossero stati liberati qui li avremmo ritrovati subito, perchè sono addestrati a ritornare in quella che è la loro casa, perciò starebbero tuttora volando nella zona, purtroppo non è così. O sono bruciati oppure sono stati presi e liberati da qualche altra parte. Questi animali non sono abituati a procacciarsi da soli il cibo per cui vivranno ancora pochi giorni".
Il proprietario dello Zoom Torino, Gianluigi Casetta spiega: "E' stato un attacco criminoso compiuto da persone poco informate su quello che stiamo facendo. Il progetto di Cumiana, che prevede un investimento di circa 20 milioni di euro, consiste infatti nel dare vita 'al primo zoo moderno d'Italia' con tanto di centro conservazione specie e laboratori per la formazione di biologi e veterinari".
Sono in corso analisi anche sulle cariche incendiarie utilizzate dagli attentatori. Al momento i carabinieri hanno trovato 5 focolai d'incendio e 2 molotov inesplose
L'Alf, Animal Liberation Front, opera in tutto il mondo "contro lo sfruttamento e l'abuso degli animali". Nata in Inghilterra, negli anni '70, e' celebre per le sue azioni. In Italia si è resa protagonista, nel 2002, del furto di un centinaio di cani beagles dall'allevamento Morini di San Polo d'Enza, in provincia di Reggio Emilia.
Sull'azione dimostrativa dell'Alf si è pronunciato l'Enpa, Ente protezione animali, criticando duramente il gesto: "Un'inaudita violenza. Quanti si nascondono dietro la sigla Alf non fanno altro che rafforzare chi lucra sulla prigionia degli animali. Nessuno ha il diritto di atteggiarsi a Robin Hood degli animali e compiere atti che confinano le istanze animaliste nell'ambito dell'illegalità. Chiunque sceglie questa strada deve assumersi la responsabilità ed essere consapevole di costringere le battaglie animaliste in un vicolo cieco".
Quanto allo zooparco in questione, l'Enpa ha mosso qualche critica agli organizzatori e ai gestori: "Sono specializzati nella ricostruzione scenografica di singole porzioni dell'habitat naturale, una rappresentazione fittizia concepita per renderli gradevoli ai visitatori paganti e non certo per tutelare il benessere degli animali"
domenica 8 febbraio 2009
Odori.

venerdì 30 gennaio 2009
LA MAIONESE;
L' AVVOCATO CON...
LE PAROLE;
IL MEDICO CON...
LA TERRA!
giovedì 22 gennaio 2009
Ciao Ciao.
mercoledì 21 gennaio 2009
domenica 18 gennaio 2009
venerdì 16 gennaio 2009
domenica 11 gennaio 2009
Cosa C'entra Tiziano Ferro?
Fazio e Dori Ghezzi lo ricordano con uno speciale su Rai 3, molti i volti noti della canzone italiana a riportare alla luce canzoni più o meno note.
Io però continuo a chiedrmi una cosa:
Ma Tiziano Ferro Cosa c'entra con Georges Brassens e Le Passanti?
Sono offeso.
Buonanotte.
mercoledì 7 gennaio 2009
All the leaves are brown...
Vorrei approfittarne per rendere un piccolo omaggio a tutte le persone che mi vogliono bene.
Prima di tutto alla mia famiglia, che mi fa sentire il calore di casa nonostante io viva per 300 giorni all'anno lontano di qui; poi tutti i miei amici, quelli che sono qui e che aspettano che io torni per parlarmi dei loro progetti e delle loro esperienze, e quelli che sono lontani di qui con i quali passo molto tempo e a cui voglio bene; ovviamente tra questi ci sono anche quelle straordinarie persone che vivono in Spagna, e che fanno parte di me in maniera importante.
Qualche volta avrei voglia di mettere tutte queste persone in un barattolo e portarle nella mia valigia; non è possibile, e così riservo loro un pezzo del mio cuore, un abbraccio a tutti!
giovedì 25 dicembre 2008
( )
Una vita fatta di parentesi da riempire, di periodi da vivere fino all'ultimo istante per poi girare pagina e ricominciare dall'inizio, da una parentesi chiusa, piena di cose e persone.
Ecco, in questi giorni di riposo lontano dalla città, mi concentro su questo; sulla parentesi che all'inizio del nuovo anno chiuderò, a termine di un periodo abbastanza lungo, felice, e durante il quale penso di aver imparato abbastanza. Non tutto quello che c'è all'interno puoi portartelo dietro, alcune cose necessariamente devi lasciarle dove sono, altrimenti non avrebbe senso chiudere un ciclo. Ma lo faccio con estrema serenità. Eppure ogni periodo attraversato è vero, ci lascia dei segni, dei ricordi, e credo che alla fine dipenda soltanto da noi rendere quei ricordi piacevoli compagni di viaggio con cui andare avanti o visioni tormentate che ci fanno vivere male.
Nella mia parentesi quasi chiusa vi sono molti ricordi, e li porterò con me con affetto pensando ad uno dei momenti della mia vita andato, che non ritornerà ma che ha contribuito a rendermi quello che sono.
venerdì 19 dicembre 2008
venerdì 5 dicembre 2008
Con una rosa.
Rosse? Banale. Blu? Non se ne trovano da Maria. Gialle? E chissà cosa vorranno mai dire.
Quando fu finalmente in auto, la provvidenza l'aiutò, e fu illuminato dal ri-scoprire che la signora Maria si era trasferita appena due isolati più in là. Rimaneva soltanto il dubbio del colore. Ritrovò tra le pieghe della sua memoria Vinicio, che chissà come mai gli cantava in testa:
come la porpora che infiamma il mattino
come la lama che scalda il tuo cuscino
come la spina che al cuore si avvicina
rossa così è la rosa che porto a te
lacrime di cristallo l'hanno bagnata
lacrime e vino versate nel cammino
goccia su goccia, perdute nella pioggia
goccia su goccia le hanno asciugato il cuor
portami allora portami il più bel fiore
quello che duri più dell'amor per sé
il fiore che da solo non specchia il rovo
perfetto dal dolore
perfetto dal suo cuore
perfetto dal dono che fa di sè.
"Buongiorno giovanotto"
"E' da un bel pò che non ci si vede, come sta?"
"Bè sa, gli anni passano, ma nel complesso benone, il profumo di questi fiori è la mia vita, ma mi dica, lei lo vedo che sta bene, la sua famiglia invece?"
"Tutti alla grande, la ringrazio signora Maria"
"Bene. Allora, di cosa ha bisogno in un vecchio negozio di fiori come questo?"
"Rose. Rose rosse. Le più belle che ha"
"Mmm capisco, arrivo subito giovanotto. E Auguri!"
sabato 29 novembre 2008
venerdì 21 novembre 2008
lunedì 17 novembre 2008
Adriana Calcanhoto -Fico assim sem vocè-
Fogueira sem brasa
Sou eu assim sem você
Futebol sem bola
Piu-Piu sem Frajola
Sou eu assim sem você
Porque que é que tem que ser assim?
Se o meu desejo não tem fim
Eu te quero todo instante
Nem mil auto-falantes
Vão poder falar por mim
Amor sem beijinho
Buchecha sem Claudinho
Sou eu assim sem você
Circo sem palhaço
Namoro sem amasso
Sou eu assim sem você
Tô louca pra te ver chegar
Tô louca pra te ter nas mãos
Deitar no teu abraço
Retomar o pedaço
Que falta no meu coração
Eu não existo longe de você
E a solidão é o meu pior castigo
Eu conto as horas pra poder te ver
Mas o relógio tá de mal comigo
Por quê? Por quê?
Neném sem chupeta
Romeu sem Julieta
Sou eu assim sem você
Carro sem estrada
Queijo sem goiabada
Sou eu assim sem você
Porque que é que tem que ser assim?
Se o meu desejo não tem fim
Eu te quero a todo istante
Nem mil auto-falantes
Vão poder falar por mim
Eu não existo longe de você
E a solidão é o meu pior castigo
Eu conto as horas pra poder te ver
Mas o relógio tá de mal comigo
venerdì 14 novembre 2008
Bold As Love -Jimi Hendrix-
lunedì 10 novembre 2008
Occasioni per stare zitti.
Esprimo disprezzo per il suo arrivismo e la sua finta competenza in materia di politica internazionale, e sdegno per le parole pronunciate oggi a proposito di una certa fierezza per il non essere più cittadina dello stato Italiano. Saranno pur sembrate eccesive le parole del Presidente del Consiglio a proposito della vittoria di Obama, ma rinnegare a tal punto il paese che le ha dato i natali, è a dir poco svilente. Sono vicino al pensiero dell'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, e fiero che una personalità del genere viva oltralpe. Non escluderei però che la sua turbolenta vita sentimentale la riporti, a breve, a ritrattare le appena citate affermazioni.
Bruni, la tanto decantata classe, si ricordi che non è soltanto un tailleur!
Artissima, Torino 7-9 Novembre 2008 Lingotto Fiere.
Qualche immagine per ricordare l'evento, a voi i commenti...
Ringrazio mio cugino per le foto e la pazienza.
sabato 8 novembre 2008

Scaletta concerto Guccini 7 Novembre 2008. Come sempre, tantissime emozioni!
1) Canzone per un'amica
2) Il tema
3) Noi non ci saremo
4) Canzone delle osterie di fuori porta
5) Vedi cara
6) Canzone quasi d’amore
7) Incontro
8) Farewell
9) Ti ricordi quei giorni
10) Su in collina
11) Il testamento del pagliaccio
12) Don Chisciotte
13) Eskimo
14) Cirano
15) Il vecchio e il bambino
16) Auschwitz
17) Un altro giorno è andato
18) Dio è morto
19) La locomotiva
venerdì 7 novembre 2008
Attualmente la versione più votata è la seguente, guardatela, ne vale la pena.
mercoledì 5 novembre 2008
Da notare il biglietto arrogantemente adagiato sulla dispensa di Farmacologia Generale.
Nella scaletta del live, leggo che ci sarà "Il tema", mia canzone amatissima.
Ne riporto un verso:
La giostra dei miei simboli fluisce uguale per trarre anche dal male qualche compenso.
Nel video "Canzone delle domande consuete".
venerdì 31 ottobre 2008
Insomma, tutti i venerdi sera durante i quali siamo a casa, spesso capita (e non a caso) che la tv si accendi su La7, "Le invasioni barbariche", conduttrice: Daria Bignardi.
Queste le sue frasi tipiche su di lei :"Guarda quanto è bella!" "Mamma mia che intelligenza!" "Che cultura!" "mmmm..." (senza parole).
Eccola, come direbbe l'On. Cetto Laqualunque:" E' tua, te la regalo!".
mercoledì 29 ottobre 2008
Una mattina come tante, accadde.
Era una domenica di pioggia battente,con tuoni e scrosci, perciò immaginammo che ben pochi sarebbero venuti a visitare il chiostro. Ma fra Galdino volle ugualmente apparecchiare il tavolo espositivo e frate Cicero si preparò a eventuali visite.
Una nebbia sottile e triste avvolgeva il giardino, e ne smorzava i rumori.
Nessuno venne fino alle undici, e stavamo già per chiudere il portone, quando lei entrò.
Poteva avere vent'anni. I capelli scuri e lunghissimi, bagnati di pioggia, le ricadevano sul volto, ma non potevano coprirne la luce, l'incanto dell'ovale, degli occhi chiari e stanchi, la bocca socchiusa, ansante per la recente corsa. Una piccola cicatrice le attraversava la guancia, la carezza di un dio innamorato e maldestro. Un grosso zaino sulle spalle indicava che stava viaggiando. Era snella, e camminava dritta, come andasse all'altare.
Anche fra Galdisio e frate Cicero si accorsero della sua bellezza,e sorrisero timidi e affascinati.
Io no. Senza rendermi conto del perchè, tremai.
Lei entrò nel percorso del chiostro, dal primo lato a est, dove splendeva la luce di una lanterna rimasta accesa. Camminava piano, appariva e scompariva tra le colonne,seguita da un passero saltellante. Quando guardava in alto, il collo ed il mento, erano più bianchi del colonnato e una mano, scostava i capelli dal volto. Immaginai che quella mano fosse la mia.
Un tuono più forte degli altri percosse l'aria, lei si avvicinò, non fuggii.
Avevo sempre pensato che l'incanto della donna fosse chiuso nello scrigno delle poesie, e nel sortilegio dei quadri. Che niente potesse essere bello come le nobildonne e i quadri dipinti di donne trasfigurate dalla passione dell'arte e la passione di Dio.
Avevo creduto che il turbamento provato in giovinezza per qualche donna, fosse solo il riflesso di quella bellezza inventata e sospesa.
Ma lei era lì, e si avvicinava, vera e terribile, con gli occhi accesi dalla curiosità.
Venne proprio verso di me, e io non potevo muovermi, nè distogliere gli occhi. Tremavo al ritmo della pioggia e dei suoi passi.
E nuovamente lei con una mano si spostò i capelli, e i suoi occhi erano color miele, il miele delle api.
Era venuta da lontano.
Ciò che avevo aspettato da sempre. Il punto del vento, delle api, degli steli.
Ora le stelle erano cadute.
Lei era tutto ciò a cui il mio silenzio era dedicato. Le parole, la grammatica, il libro, le nuvole dell'attesa, il tuono dell'attesa.
Supra nos silentium siderum.
venerdì 24 ottobre 2008
Parla piano
Parla piano e poi
non dire quel che hai detto gia’
le bugie non invecchiano
sulle tue labbra aiutano
tanto poi
è un’altra solitudine specchiata
scordiamoci di attendere
il volto per rimpiangere
Parla ancora e poi
dimmi quel che non mi dirai
versami il veleno di
quel che hai fatto prima…
su di noi
il tempo ha gia’ giocato ha gia’ scherzato
ora non rimane che
provar la verita’
Che ti da’ che ti da’
nascondere negli angoli
dire non dire
il gusto di tradire una stagione
sopra il volto tuo
pago il pegno di
volere ancora avere
ammalarmi di te
raccontandoti di me
Quando ami qualcuno
meglio amarlo davvero e del tutto
o non prenderlo affatto
dove hai tenuto nascosto
finora chi sei?
cercare mostrare provare una parte di sé
un paradiso di bugie
La verita’ non si sa non si sa..
come riconoscerla
cercarla nascosta
nelle tasche i cassetti il telefono
che ti da’ che mi da’
cercare dietro gli angoli
celare i pensieri
morire da soli
in un’alchimia di desideri
sopra il volto tuo
pago il pegno di
rinunciare a me
non sapendo dividere
dividermi con te
Che ti da’ che mi da’
affidarsi a te non fidandomi di me..
Sopra il volto tuo
pago il pegno di
rinunciare a noi
dividerti soltanto
nel volto del ricordo
martedì 21 ottobre 2008
lunedì 20 ottobre 2008
Il mio nuovo acquario di Ciclidi Africani.
Filtraggio: Filtro esterno biologico Askoll 200; Filtro interno Tetratec IN plus; pompa movimento 300 l/h.
Illuminazione: Plafoniera esterna fissata a bordo vasca 100 cm con 2 neon T5 da 39 W a 10000 k.
Riscaldamento: Termoriscaldatore Tetratec HT 150 W.
Arredamento: Fondo di quarzo bianco granul0metria 1-2 mm; rocce laviche e calcaree.
Popolazione: 3 Pseudotropheus Zebra (1M/2F) , 5 Labidochromis Caeruleus (2M/3F), 1 Corydoras Aeneus.
martedì 14 ottobre 2008
Galbani vuol dire fiducia!

Non bastavano le indagini - che continuano ad ampio raggio - delle procure di Cremona e Piacenza. Adesso a scrivere una nuova pagina nello scandalo dei formaggi "scaduti, bonificati e reimmessi sulle tavole degli ignari consumatori" (dalle carte dell'inchiesta), ci pensano gli stessi dipendenti delle aziende. Accade a Perugia, dove alcuni lavoratori - venditori e addetti allo stoccaggio - hanno presentato un esposto in procura contro la Galbani, denunciando di essere "stati obbligati, per anni, dai capi del personale, a vendere merce con la data di scadenza contraffatta". A disposizione dei magistrati ci sono documenti, fotografie e registrazioni audio piuttosto esplicite. Nella denuncia si fa riferimento a grossi quantitativi di prodotti piazzati sul mercato dopo provvidenziali lifting nel deposito perugino dell'azienda. Da lì - stando al dossier ora al vaglio degli investigatori - dal 2000 in poi sarebbero partite tonnellate di formaggi e salumi "tenuti in vita". Il marchio Galbani è già coinvolto nell'inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Cremona e Piacenza. Compare tra i principali fornitori della Tradel, una delle aziende "riciclone" che tra Lombardia e Emilia Romagna acquistavano formaggio scaduto o avariato e lo "bonificavano" mischiandolo a prodotto fresco. Precise responsabilità, in quel caso, sono emerse a carico di alcuni impiegati degli stabilimenti Galbani di Certosa di Giussago e Corteolona (Pavia). Decine di tonnellate di merce qualificata come "residui di produzione lattiero casearia per trasformazione a uso alimentare" erano in realtà costituite da croste di gorgonzola ad uso zootecnico e cagliate scadute. Egidio Galbani Spa produce i formaggi Bel Paese, Certosa, Santa Lucia e Galbanino. Fa parte della francese Lactalis, il gruppo caseario numero uno in Europa, già proprietario di altri marchi italiani tra cui Invernizzi e Locatelli. "Big logistica" è la società che distribuisce e vende tutti i prodotti Galbani in Italia. Nel deposito di Perugia operano 26 camioncini, ognuno dei quali "piazza" in media 60 quintali di merce al mese, complessivamente 15 tonnellate. È qui, nella base umbra, che deflagra il caso "etichette". Tutto inizia nel 2005. Con una denuncia "interna". Alcuni dipendenti si rivolgono al direttore del personale (tuttora in carica). Non ne possono più di quello che - in una serie di comunicazioni riservate - viene definito un "sistema vergognoso". Informano il dirigente su ciò che sistematicamente avviene nel deposito. Una serie di "incastri" sulle confezioni di formaggi e salumi: scadenze prorogate, cancellate con solventi in modo tale che il prodotto possa essere venduto senza problemi. Fatture e bolle di accompagnamento modificate ad arte. Qualche esempio? La mortadella "Golosissima" scade il 16-01-2003 ma la fattura di vendita riporta la data 24-01-2003. Le mozzarelline Santa Lucia scadono il 5-5-2005 e però vengono vendute l'11-05-2005. La stessa sorte tocca alle ricottine (confezioni da 250 gr), al provolone piccante, al pecorino sardo Castenuri, alla Certosa, alla caciotta e al salame Milano (confezioni da 3 kg). E dunque: tutto questo i lavoratori riferiscono - prove alla mano - al direttore del personale. È il 14 novembre del 2005. L'incontro avviene in un hotel di Perugia. "C'è da vergognarsi", "i capi sanno tutto", "se vengono fuori queste cose, l'azienda chiude domani". Di fronte all'outing degli addetti, il dirigente promette interventi immediati, ma allo stesso tempo li dissuade dall'intraprendere eventuali azioni di denuncia. "Certo, bisogna intervenire... - dice - metti che qualcuno si sente male dopo aver mangiato sta roba, ma non sia mai che stè notizie escano fuori di qui". Passa un mese e Galbani corre ai ripari. Un ispettore amministrativo viene inviato nel deposito. Controlla la merce nei furgoni, accerta che è scaduta. Partono i controlli a campione in un paio di negozi. I formaggi e i salumi taroccati, quelli dove viene acclarato il "trucco" sulle confezioni, vengono acquistati dalla stessa azienda. Tolti dagli scaffali. Ma il sistema non cessa. Di più. I vertici aziendali vengono informati anche del problema delle "carenze igieniche" durante le operazioni di stoccaggio della merce. Merce stivata fuori dalla celle frigorifere. A volte addirittura in "celle private" ovvero garage. Trasporto con mezzi non idonei. Finisce tutto nel dossier presentato in Procura. Viene in mente il rassicurante motto dell'azienda ("Galbani vuol dire fiducia"). Ma questa è un'altra storia.
Franceco De Gregori -Raggio Di Sole- 1978
Si dice che De Gregori abbia dedicato questa canzone al figlio di un amico che stava per nascere, altri dicono sia dedicata a suo figlio. Poco importa, il testo credo sia perfetto. Ogni parola è scelta con cura infinita, ma soprattutto lascia all'immaginazione tutto quello che volete metterci sopra, pertanto ognuno la veste a modo suo. Alcuni ragazzi della mia età, sono nati mentre i genitori cantavano questa canzone, ed io oggi la voglio "rispolverare", pensando a tutto ciò che nelle nostre vite può rappresentare un raggio di sole semplice ed inaspettato...
domenica 12 ottobre 2008
In un'altra vita -Ludovico Einaudi-
venerdì 10 ottobre 2008
mercoledì 8 ottobre 2008
Pensieri Sparsi.
The Magic Numbers -Love's a game-.
martedì 7 ottobre 2008
giovedì 2 ottobre 2008
mercoledì 1 ottobre 2008
30/09/2008 Coldplay live at Assago


E' stata un'ora e quarantacinque di emozione pura, Chris, vero animale da palcoscenico, salta e corre per tutto il tempo presentando i pezzi dell'ultimo lavoro prodotto da Brian Eno e hit degli scorsi anni indimenticabili. Ecco i momenti salienti:
La prima parte, che è anche la più lunga, inizia con:
Life in Technicolor Violet Hill Clocks In My Place Speed of Sound Cemeteries of London Chinese Sleep Chant 42 Fix You Strawberry Swing.
La seconda parte dello show si svolge su un piccolo palco posizionato davanti a quello principale.
God Put A Smile Upon Your Face (techno version) Talk (only partial, techno version) Postcards from Far Away (solo Chris Martin)
terza parte del concerto: due canzoni nuovamente sul palco principale
Viva la Vida
Lost!
The Scientist (Chris suona l’armonica) Death Will Never Conquer (Will canta Chris suona l’armonica)
Lo show riprende poi con
Politik
Lovers in Japan (con cascata di farfalle dal cielo)
Death and All His Friends
E infine all’ultimo c’è ancora spazio per un grande successo:
Yellow.Sono senza voce, abbiamo cantato per tutto il tempo, ma i Coldplay sono i Coldplay...
P.s. le prime due foto, sono di ieri sera, ma non mie.
domenica 28 settembre 2008
martedì 23 settembre 2008
giovedì 18 settembre 2008
mercoledì 10 settembre 2008
Ha rivoluzionato la nostra musica, ed io sono praticamente cresciuto ascoltando le sue canzoni, che canto e ricanto ancora con grande piacere. Un piccolo omaggio ad un grande artista.
lunedì 8 settembre 2008
Jazz...
l'argenteria spariva...
ladri di stelle e di jazz
così eravamo noi, così eravamo noi
Pochi capivano il jazz
troppe cravatte sbagliate...
ragazzi-scimmia del jazz
così eravamo noi, così eravamo noi
Sotto le stelle del jazz,
ma quanta notte è passata...
Marisa, svegliami, abbracciami
è stato un sogno fortissimo...
Le donne odiavano il jazz
"non si capisce il motivo"
du-dad-du-daa...
Sotto le stelle del jazz
un uomo-scimmia cammina,
o forse balla, chissà
du-dad-du-dad...
Duemila enigmi nel jazz
ah, non si capisce il motivo...
nel tempo fatto di attimi
e settimane enigmistiche...
Sotto la luna del jazz...
mercoledì 3 settembre 2008
C'eravate cascati! Il brano sopracitato è la versione trash e un pò mediocre (a causa del suo autore, si capisce!) del singolo più scaricato e passato dalle radio in questi mesi.
Ecco l'alternativa, "Ti leggo nel pensiero" del Principe. Poesia.
sabato 16 agosto 2008
VACANZE IN EGITTO.
-Safari nel deserto del Sinai
-Motorata su quad nella Valle dell'Eco
-Snorkeling nel Blu Hole a Dahab
-Pranzo in tenda con i beduini
-Giretto sul cammello
-Visita del mitico El Fanar a Sharm el Sheik
venerdì 8 agosto 2008
Vi lascio con la colonna sonora del mio viaggio a Madrid, "Viva la vida", a presto.
mercoledì 30 luglio 2008
Questa è Hallelujah la mia colonna sonora per oggi, con omaggio di Fabio Volo in ItaloAmericano.
sabato 26 luglio 2008
Pena dell'Alma.
senza vederti, senza averti, nè guardarti
anche lontano non vorrò dimenticarti
anche se è ormai impossibil il nostro amor
Come levare via il profumo al fiore?
Come togliere al vento l'armonia?
Come negar che ti amo vita mia?
Come togliermi in petto questa passion?
E a veder che crudel destino ora ne viene
ma che l'ombra ora ci prenda più mi addolora
Il mio cuore mi dice che non può seguirti ancora
e nemmeno questa angustia sopportar
Come levar alle stelle via il bagliore?
Come impedir che corra il fiume al mare?
Come negar che soffre il petto mio?
Come levar dall'anima questa passion?
Come levare via il profumo al fiore?
Come togliere al vento l'armonia?
Fuori dalle braccia tue sulle ginocchia mie
così levarmi in petto questa passion?
Fuori dalle braccia tue sulle ginocchia mie
così levarmi in petto questa passion?

martedì 22 luglio 2008
Non dirle che non è così..
salutala ovunque sia
è partita tempo fa
e adesso forse è in Tunisia
Dille che non si preoccupi
per le cose lasciate qui
e se crede che l'abbia scordata
non dirle che non è così
Abbiam dovuto dividerci
e sbatterci qua e là
ma per quelli che si amano
non è certo una novità
E adesso che se ne andata
e adesso che non c'è
è ancora nel mio cuore
è ancora vicino a me
Se mai la incontrerai
dalle un bacio da parte mia
ho sempre avuto rispetto per lei
per come se ne andata via
Se c'è un altro che le sta accanto
certamente non sarò io
a mettermi fra di loro
ci scommetto che non sarò io
Faccio un lavoro strano
vedo gente in quantità
e mi capita ogni tanto di sentire il suo nome
in giro per le città
E non c'ho fatto ancora l'abitudine
o forse mai ce la farò
sarà che sono troppo sensibile
o nella testa chissà che c'ho
Sole grande, luna blu
il passato è ancora qua
e so a memoria i ricordi
e il tempo prende velocità
Se tornasse da queste parti
il mio indirizzo la gente lo sa
tu dille che può cercarmi
se trova il tempo mi troverà
giovedì 17 luglio 2008
Noi eravamo lì. Bravi nuovi (ultimo album "Per brevità chiamato artista") e vecchi ma diversamente arrangiati, ci hanno regalato più di due ore di musica d'alto livello. Tra i vari pezzi, emozionante la versione di Santa Lucia eseguita al pianoforte, ed il rock di "Cercando un altro Egitto".
mercoledì 16 luglio 2008
Talvolta ti sembrano estranee sebbene ti abbiano portato in giro per anni, altre volte forti come quando ti hanno sorretto nei momenti di disperata paura, veloci, per quando è stato il momento di girare il foglio e scappare dal passato, placide come le onde del lago quando arrivano quei momenti da respirare col cuore e con gli occhi, che ti potrebbero legare e non sentiresti nulla, o graffiate, come le mani di un bimbo vivacissimo, per tutte le volte che sei caduto e che lentamente ti sei rimesso in piedi, qualche cicatrice la intravedi, ma sei sempre lì, sulle tue gambe.
E questo mi faceva riflettere, forse una cosa sciocca, ma il tempo passa, e tu sei sempre lì sulle tue gambe...
Take the time to make some sense
Of what you want to say
And cast your words away upon the waves
Sail them home with acquiesce
On a ship of hope today
And as they land upon the shore
Tell them not to fear no more
Say it loud and sing it proud
Today...
domenica 13 luglio 2008

Bettino Craxi a Gianfranco Funari.
giovedì 10 luglio 2008
labirinto delle cause e degli effetti
per la diversità delle creature
che compongono questo universo singolare,
per la ragione, che non cesserà di sognare
un qualche disegno del labirinto,
per il viso di Elena e la perseveranza di Ulisse,
per l’amore, che ci fa vedere gli altri
come li vede la divinità,
per il saldo diamante e l’acqua sciolta
per l’algebra, palazzo di precisi cristalli,
per le mistiche monete di Angelus Silesius,
per Schopenhauer,
che forse decifrò l’universo,
per lo splendore del fuoco
che nessun essere umano può guardare
senza uno stupore antico
per il mogano, il sandalo e il cedro,
per il pane e il sale,
per il mistero della rosa
che prodiga colore e non lo vede,
per certe vigilie e giorni del 1955,
per i duri mandriani che nella pianura
aizzano le bestie e l’alba,
per il mattino a Montevideo,
per l’arte dell’amicizia,
per l’ultima giornata di Socrate,
per le parole che in un crepuscolo furono dette
da una croce all’altra,
per quel sogno dell’Islam che abbracciò
mille notti e una notte,
per quell’altro sogno dell’inferno,
della torre del fuoco che purifica,
e delle sfere gloriose,
per Swedenborg,
che conversava con gli angeli per le strade di Londra,
per i fiumi segreti e immemorabili
che convergono in me,
per la lingua che secoli fa parlai nella Northumbria,
per la spada e l’arpa dei sassoni,
per il mare, che è un deserto risplendente
e una cifra di cose che non sappiamo,
per la musica verbale d’Inghilterra,
per la musica verbale della Germania,
per l’oro che sfolgora nei versi,
per l’epico inverno
per il nome di un libro che non ho letto,
per Verlaine, innocente come gli uccelli,
per il prisma di cristallo e il peso d’ottone,
per le strisce della tigre,
per le alte torri di San Francisco e di Manhattan,
per il mattino nel Texas,
per quel sivigliano che stese l’Epistola Morale,
e il cui nome, come preferiva, ignoriamo,
per Seneca e Lucano, di Cordova,
che prima dello spagnolo
scrissero tutta la letteratura spagnola,
per il geometrico e bizzarro gioco degli scacchi,
per la tartaruga di Zenone e la mappa di Royce,
per l’odore medicinale degli eucalipti,
per il linguaggio, che può simulare la sapienza,
per l’oblio, che annulla o modifica i passati,
per la consuetudine,
che ci ripete e ci conferma come uno specchio,
per il mattino, che ci procura l’illusione di un principio,
per la notte, le sue tenebre e la sua astronomia,
per il coraggio e la felicità degli altri,
per la patria, sentita nei gelsomini
o in una vecchia spada,
per Whitman e Francesco d’Assisi che scrissero già
questa poesia,
per il fatto che questa poesia è inesauribile
e si confonde con la somma delle creature
e non arriverà mai all’ultimo verso
e cambia secondo gli uomini,
per Frances Haslam, che chiese perdono ai suoi figli
perché moriva così lentamente,
per i minuti che precedono il sonno,
per il sonno e la morte,
quei due tesori occulti,
per gli intimi doni che non elenco,
per questa musica, misteriosa forma del tempo.
Jorge Luis Borges
Un’altra poesia dei doni (da L’altro, lo stesso)
martedì 8 luglio 2008
Intellettuali di sinistra.

martedì 1 luglio 2008
la notte intera si innalza;
una carezza leggera
percorre il cielo stupito.
E allora e' come se nell'universo
una forza elementare
ridiventasse la madre
di tutto l'amore smarrito."
RAINER MARIA RILKE
sabato 28 giugno 2008
Si intitola Lifted, e, la morale, mettetecela voi...
Avevo circa 18 anni quando il fenomeno si manifestò per la prima volta. Anzi forse ero anche più giovane, ma, a quei tempi, lo slancio giovanile, tipicamente liceale, tendeva a mascherare i primi cedimenti corporei. E così, mentre al passare dei mesi, esponenzialmente si estingueva la mia folta chioma bionda, io sempre più rassegnatamente andavo convincendomi che nè tricologi, nè intrugli, nè sottile sarcasmo, avrebbe fermato un meccanismo che è in parte scritto nei geni maschili della mia stirpe. Per questo motivo, oramai da quasi 6 anni, mi ritrovo periodicamente davanti allo specchio di casa, o dal barbiere, a chiedere la solita "rapata". Per me non fa differenza se è agosto o se si sta aspettando la prima neve, per me la testa semi-liscia è oramai un modus vivendi. Anzi, aggiungo che talvolta si trasforma in un gesto rituale; nel senso che lo faccio prima di un esame, di un inconto importante o di un avvenimento da ricordare. Ma non è come pettinarsi prima di uscire la sera, no, è qualcosa di diverso. Chi mi conosce, sa che spesso in passato le mie idee rimanevano impigliate nei capelli, ed oggi non più; oggi le mie idee, appena partorite si librano leggere nell'aria e volano, volano lontano a cercare chissà cosa...
sabato 21 giugno 2008
giovedì 19 giugno 2008
Ieri sera ho finito di leggere "Patagonia Express" di Luis Sepulveda, ottimo testo, leggero ma pregnante nelle descrizioni di uomini e luoghi. Il tutto per prepararmi a qando andrò a vedere com'è il mondo alla fine del mondo. Speriamo presto.
L'altra sera ho visto anche "Il Divo" e, ancora una volta, sono rimasto affascinato dalla figura del nostro caro "vecchietto", burattinaio e regista di fatti più e meno felici del nostro paese. E basta con le maialate di Muccino e amici!
Tra l'altro, colonna sonora molto "azzeccata"; stragi e sparatorie degli anni 90' al suono dei Cassius, "Toop Toop". Quanto mi piace sta canzone!

Pioggia d'estate
acini d'uva si schiacciano contro i miei vetri
gli occhi delle mie foglie sono abbagliati
pioggia d'estate cade dentro di me
piccioni d'argento volano dai miei tetti
la mia terra corre coi piedi nudi
pioggia d'estate cade dentro di me
una donna è scesa dal tram
i polpacci bianchi bagnati
pioggia d'estate cade dentro di me
senza rinfrescare la mia tristezza
pioggia d'estate cade dentro di me
all'imptovviso s'arresta
il peso dell'afa è rimasto dov'era
al termine delle grosse rotaie
arrugginite.
Nazim Hikmet
lunedì 16 giugno 2008
sulla pe
sulla pelle e su noi
cadono perle stasera
le insegne dipingono amanti
dai vetri rigati al vapore
nella pio
nella pio
nella pioggia che c'è
i cani non trovan padroni
e suona l'orchestra a gettoni
e i cinesi non chiudono mai
nascosti nella sera
partono treni a ogni ora
partono ma
non partiamo noi
è un disco d'inchiostro e di cera
la strada
e i solchi li suonan le suola
camminando, camminando
cade la pioggia..
la pianola, la pianola
spazza la sera
gli ombrelli sbocciano agli angoli
nella pio
nella pio
nella pioggia che c'è
le rose non seguono i guanti
ritornano a mazzi ambulanti
dov'è che dormono i tram
questa pio
questa pio
questa pioggia è per noi
e brilla di ferro e binari
ritaglian le stoffe e le ore
le lancette dei grandi orologi
nascosti nella sera
partono treni a ogni ora
partono ma
non partiamo noi
gli ombrelli sbocciano agli angoli
e appesi
voliamo anche noi
gira, gira
gira la pioggia
la pianola, la pianola
spazza la sera
piccolo piccolo è il cielo
e grande
più per noi
domenica 15 giugno 2008
la città la sera e tu
il tuo chiarore l'odore dei tuoi capelli
si riflettono sul mio viso.
Di chi è questo cuore che batte
più forte delle voci e dell'ansito?
è tuo è della citta è della notte
o è forse il mio cuore che batte forte?
Dove finisce la notte
dove comincia la città?
dove finisce la città dove cominci tu?
dovi finisco e comincio io stesso?
Nazim Hikmet.
venerdì 13 giugno 2008
Amor...
Ma che cos'è l'amor...
chiedilo al vento...
chiedilo all'amaca gelata...
chiedilo alla porta...
alla guardarobiera nera...
l'amor...
è un sasso nella scarpa...
è un indirizzo sul comò...
è quel che rimane...
...
L'amore è cieco.
Dio è amore.
Rai Charles è cieco.
Ray Charles è Dio?
venerdì 6 giugno 2008
mercoledì 4 giugno 2008
martedì 3 giugno 2008
Se questo è un uomo, Primo Levi 1945-1947.

“L’uomo, ogni singolo uomo, è solo. Nessuno lo può aiutare. I legami di sangue sono svaniti, le amicizie non sussistono. Dio, in un momento tale, non esiste. O è molto lontano.
Questa frase riassume l’intero orrore dei campi di sterminio, di tutti i campi di sterminio della storia dell’umanità, non solo quelli nazisti.
Questa frase è il momento della scelta: trovare se stessi, saggiare la base del proprio essere, oppure annegare nell’oblio. Nessuno di noi può sapere quale potrebbe essere la sua scelta, in tali condizioni: per chi non è parte in causa, è molto facile schierarsi.
Non si tratta di coraggio, di orgoglio, di rabbia; nulla di tutto ciò. Si tratta di trovarsi faccia a faccia con il proprio io, nudi, sospesi nel nulla; si tratta di urlare la propria umanità, più forte, o meno, dipende da sé, di tutta la disumanità di una massa numerosa, urlante, forte della violenza. Si tratta di annichilire in un solo momento tutti coloro i quali credono di poter distruggere altro che il corpo dei propri avversari. Si tratta di rendere impotente chi crede di essere il più forte, senza sfiorarlo con un dito.
Se chi sta di fronte avesse ancora un barlume di lucidità, capirebbe; del resto, se avesse ancora un barlume di lucidità, non porterebbe la parte in causa fino ad un tale bivio.
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
lunedì 2 giugno 2008
Giovanni Allevi, Back to life.
"...E un pò come quando si guardano i trenini elettrici, soprattutto se c'è il plastico, con la stazione e le gallerie, le mucche nei prati e i lampioncini accesi di fianco ai passaggi a livello. Succede anche lì.
Oppure quando si vede nei cartoni animati la casa dei topolini, con le scatole di fiammiferi al posto dei letti, e il quadro del nonno topo alla parete, la libreria, e un cucchiaio che fa da sedia a dondolo.
Ti senti una specie di consolazione dentro, quasi una rivelazione, che ti spalanca l'anima, per così dire, ma contemporaneamente senti una specie di fitta, come la sensazione di una perdita irrimediabile, e definitiva.
Una dolce catastrofe.
Credo che c'entri il fatto di essere sempre fuori, in quei momenti lì, sei sempre lì che li guardi da fuori. Non ci puoi entrare nel trenino, questo è il fatto, e la casa dei topi, è qualcosa che rimane lì, nella televisione, e tu sei irrimediabilmente davanti, la guardi ed è tutto quello che puoi fare...
...Quando ti accade di vedere il luogo dove saresti salvo, sei sempre lì che lo guardi da fuori. Non ci sei mai dentro. E' il tuo posto, ma tu non ci sei mai..."
Estratto da City di A.Baricco.
sabato 24 maggio 2008
venerdì 23 maggio 2008
giovedì 22 maggio 2008
mercoledì 21 maggio 2008
Parole a pioggia.

Oggi quasi ininterrottamente.
Non ho voglia di scrivere,
oggi,
giovedì 15 maggio 2008
"Dicono che gli occhi fanno un uomo sincero..."
Oggi, sono stregato da questo brano.
Insomma, che Gazzè fosse un autore un pò fuori dalle righe e non sempre compreso, s'era capito, ma qui credo raggiunga un ottimo livello artistico (naturalmente ignorato al Festival di Sanremo).
Se vogliamo il contesto, è stato già ampiamente sfruttato, cioè quello di una telefonata alla persona sbagiata, e conosciuta da poco, ma della quale si sente disperatamente il bisogno, tuttavia gli spunti interessanti e leggeri allo stesso tempo, non mancano; fino a pensare che:
"...con la riga dell'orizzonte in cielo
ci faro' un bracciale di regina..."
martedì 13 maggio 2008
lunedì 12 maggio 2008
Il valzer degli addii.
Questa notte, ho portato a termine la lettura de "Il valzer degli addii" di Milan Kundera. Non è stata una lettura spedita come al solito, anche perchè ultimamente ho avuto un bel pò di cose da fare, tuttavia il romanzo, nel complesso, merita. Ci sarebbe molto da dire, eppure, come al solito, non lo farò; questo infatti vuole essere soltanto un invito alla lettura, che per chi conosce già Kundera, potrebbe altresì risultare ridondante. Perchè dovrei raccontarvi il contenuto? "Parlare di musica è come ballare di architettura" diceva Frank Zappa; i libri quindi sono fatti per leggerli, e non per riassumerli. Buona lettura.mercoledì 30 aprile 2008
BARCELLONA APRILE 2008
Un abbraccio grande alle ragazze che ci hanno ospitato ed organizzato alla perfezione 5 giorni passati troppo in fretta.
Ecco un video per ricordare l'evento...
martedì 22 aprile 2008
Io ti chiesi...

Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.
Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste
Hermann Hesse
lunedì 21 aprile 2008
mercoledì 16 aprile 2008
Questa è stata una delle migliori blues band italiane di sempre, peccato che si siano sciolti.
martedì 15 aprile 2008
La scomparsa dei comunisti.

Non abbiamo nessuna intenzione di infierire contro Fausto Bertinotti: intanto perché non si uccide un uomo morto neppure quando la morte è solo politica; e poi perché, tra tanti spocchiosi maestrini dalla penna rossa, Bertinotti si distingue per intelligenza e simpatia. Bene ha fatto Umberto Bossi, ieri sera, a rendergli l’onore delle armi quando lo ha visto lì nel salotto di Vespa mentre offriva la propria faccia alla sconfitta. Però quanto ci è parso rétro, l’ormai ex presidente della Camera, quando cercava di spiegare questa sconfitta. Rétro e anche un po’ patetico così come erano stati via via, lungo tutto il pomeriggio, i Giordano e i Russo Spena, i Cento e i Turigliatto. Tutti lì a invocare cause contingenti: siamo partiti tardi nella costruzione del soggetto unico, ha detto Bertinotti, e poi Veltroni ci ha segato le gambe con i suoi ripetuti appelli al voto utile. Quisquilie, spiegazioni del tutto inadeguate a rendere ragione di ciò che non è una semplice sconfitta elettorale ma l’incredibile perdita di tre milioni di voti su quattro; ed è soprattutto un evento storico, perché è la scomparsa dei comunisti dal parlamento dell’Italia, il Paese che per cinquant’anni aveva avuto il più forte partito comunista dell’Occidente. È vero che Veltroni ha sfondato a sinistra perché - a causa dello sciagurato (per lui) accordo con i radicali - non è riuscito a far breccia nel centro cattolico. È vero anche che la Sinistra Arcobaleno paga le conseguenze di un percorso che ormai conduce inevitabilmente verso il bipolarismo. Ma Bertinotti e i suoi alleati dovrebbero appunto chiedersi come mai, sulla strada di questo bipolarismo, la sinistra più moderna - che è quella guidata da Veltroni - ha deciso di abbandonarli. La risposta è semplice: è che al mondo di oggi, e perfino alla sinistra di oggi, chi si richiama ancora al comunismo non ha più nulla da dire, non ha più alcun contributo utile da dare. Così come è fuori dal tempo e dalla storia un ambientalismo estremista che si distingue solo per il suo ostinato e pregiudiziale dir di no a qualsivoglia progresso. Non è stato Berlusconi, e non è stato neanche Veltroni a far sparire la falce e martello da Camera e Senato. È che ieri è suonata finalmente, anche in Italia, la campana della storia per un’ideologia che era già obsoleta e impresentabile quando Bertinotti, Cossutta, Diliberto e altri irriducibili si erano rifiutati di accettare la svolta del Pci, che il termine «comunista» lo aveva fatto sparire dal nome. Il comunismo è nato con il nobile proposito di dare a ciascuno secondo il suo bisogno, e nell’Ottocento della Rivoluzione industriale prese le difese di chi in quel grande ma spietato processo di modernizzazione veniva usato come carne da macello. Ma la storia, la realtà, la prassi hanno poi mostrato che il comunismo - per usare le parole di Giovanni Paolo II - s’è rivelato una medicina peggiore del male che intendeva curare. Ovunque è salito al potere ha prodotto non solo repressione e terrore, lager e morti; ma anche un indicibile grigiore, un terrificante squallore intellettuale e morale. Il sistema politico che doveva dar vita all’«uomo nuovo» s’è dissolto lasciando dietro sé solo guerre, torture, disperazione, miseria. Non un’opera d’arte, non un poeta, non una scoperta scientifica degna di rilievo ci è stata consegnata da quel mondo. I comunisti italiani e in genere occidentali si sono autoassolti attribuendo il fallimento a coloro che avrebbero, a loro dire, tradito l’idea. Ma con il trascorrere degli anni s’è visto che non v’era Paese in cui il comunismo non si trasformasse in tragedia: l’Urss, ma poi anche la Cina, il Vietnam, la Cambogia, Cuba. Ad uno ad uno, tutti i miti sono caduti. Perché il difetto non stava nell’errata applicazione dell’idea, ma nell’idea. Lo stesso Bertinotti deve aver preso atto, qualche giorno fa, della non riproponibilità di un simile sistema di governo. È stato quando ha detto che il comunismo sopravviverà solo «come tendenza culturale». Ieri, da uomo d’onore, s’è dimesso. Ma lo sconfitto non è lui: è un’idea che non ha più nulla da dire all’uomo del terzo millennio.
mercoledì 9 aprile 2008

e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
non mi sostiene il pane, l'alba mi sconvolge,
cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.
Sono affamato del tuo riso che scorre,
delle tue mani color di furioso granaio,
ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.
Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza,
il naso sovrano dell'aitante volto,
voglio mangiare l'ombra fugace delle tue ciglia
e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,
cercandoti, cercando il tuo cuore caldo
come un puma nella solitudine di Quitratúe.
venerdì 4 aprile 2008
Avevo ragione.
Ho sempre sostenuto che per ballare meglio dei "Bechstrit bois" ci volesse veramente poco.
Oggi ne ho avuto la conferma, il video sotto lo dimostra.
Lui si però che è un vero animale da palcoscenico.
giovedì 3 aprile 2008
So che probabimente che questa mia esternazione susciterà il polverone delle solite e melodrammatiche polemiche, eppure io, l'arte l'ho sempre rispettata.
Nessun pazzo vorrebbe andare a defecare sulla Primavera del Botticelli; ieri ad "Amici" hanno fatto lo stesso, e questo mi rammarica.

Quando passerà questa notte interna, l’universo,
e io, l’anima mia, avrò il mio giorno?
Quando mi desterò dall’essere desto?
Non so. Il sole brilla alto:
impossibile guardarlo.
Le stelle ammiccano fredde:
impossibile contarle.
Il cuore batte estraneo:
impossibile ascoltarlo.
Quando finirà questo dramma senza teatro,
o questo teatro senza dramma,
e potrò tornare a casa?
Dove? Come? Quando?
Gatto che mi fissi con occhi di vita,
chi hai là in fondo?
Si, sì, è lui!
Lui, come Giosuè, farà fermare il sole
e io mi sveglierò;
e allora sarà giorno.
Sorridi nel sonno, anima mia!
Sorridi anima mia: sarà giorno!
mercoledì 2 aprile 2008

Estratto da OceanoMare, A.Baricco.
mercoledì 19 marzo 2008

Benjamin Pander
Riposano insieme in questa tomba Benjamin Pantier, avvocato,
e Nig, il suo cane, fedele compagno, conforto e amico.
Lungo la strada grigia, amici, figli, uomini e donne,
uscendo a uno a uno dalla vita, finirono per lasciarmi solo
con Nig come amico, compagno di letto e di bevute.
Nel mattino della vita conobbi l'ambizione e scorsi la fama.
Poi lei, che mi sopravvive, catturò la mia anima
con un laccio che mi dissanguò a morte,
e io, un tempo -risoluto, mi ritrovai finito, inerte,
a vivere con Nig nel retro d'uno squallido ufficio.
Sotto la mia mascella è accoccolato il naso scarnito di Nig -
la nostra storia si perde nel silenzio. Seguita, folle mondo!
martedì 18 marzo 2008
Io non potevo correre né giocare
quand'ero ragazzo.
Quando fui uomo, potei solo sorseggiare alla coppa,
non bere -
perché la scarlattina mi aveva lasciato il cuore malato.
Eppure giaccio qui
blandito da un segreto che solo Mary conosce:
c'è un giardino di acacie,
di catalpe e di pergole addolcite da viti -
là, in quel pomeriggio di giugno
al fianco di Mary -
mentre la baciavo con l'anima sulle labbra,
l'anima d'improvviso mi fuggì.
Canzone nella versione di Morgan.
venerdì 14 marzo 2008
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
...
domenica 9 marzo 2008
Ed è vero, verissimo. "Odi et amo" cantava Catullo nel carme 85, tanto per tirare fuori una vecchia reminiscenza classica.
Talvolta questi due sentimenti sono imprescindibili, è nella natura, imperfetta, dell'uomo.
Se soltanto in nome del secondo si potesse estinguere il primo, bè, allora sarebbe tutta un'altra storia; fantascienza, almeno per il momento, o forse mancanza di proposito, mettiamola così.
sabato 8 marzo 2008
E' stata una settimana piena di cose, e la prossima si prospetta decisamente peggio, ma alla fine sono contento, la noia mi debilita, almeno intellettualmente.
Questa sera però coccole. Pizza con gli amici, birra, poi a casa, un cd "avvolgente" ed il romanzo di Kundera che sto finendo di leggere. Tra l'altro non sto nemmeno benissimo, ho qualche linea di febbre, e mi sento spossato; ma questa sera penso solo a me, cominciando da "Shiver".
Ciao.
giovedì 6 marzo 2008

"Notte che se ne va
dinto o rummore
'e chi fatica a sera
Notte astretta
pe' chi vvo' durmì
chiude l'uocchie
e nun riesce a capì"
martedì 4 marzo 2008
Ieri, l'ho risentita. Qui, a Torino, se volete posso anche dirvi il luogo, via Rosalino Pilo, quasi C.so Svizzera. Un anno intero che aspettavo quel momento, e poi all'improvviso, così, dietro l'angolo, come nei film. Lei è sempre la stessa, il tempo non la scalfisce e le rughe non le segnano il volto; il suo profumo mi è entrato nelle narici, violentemente, e l'epidermide mi si dilatava, quasi volesse assorbirne l'essenza. Non si è trattenuta a lungo. Eppure, quei pochi secondi mi sono bastati. Ho rivisto corse di bimbi affannati, ho sentito per un attimo il profumo delle ginestre anche se in anticipo, poi ho chiuso gli occhi, e non c'era più. Lei è così, come il sorriso sulle labbra di una donna che inavvertitamente diventa bacio, e non ti lascia mai più. E' tornata; l'ho sentita, l'ho respirata. E' la dolcezza incatenante della primavera.
"Sentì suonare il telefono nella stanza gelata
e si svegliò di colpo e capì di averla solo sognata.
Si domandò con chi fosse e pensò "E' acqua passata".
E smise di cercare risposte, sentì che arrivava la tosse,
si alzò per aprire le imposte,
ma fuori la notte sembrava appena iniziata."
sabato 1 marzo 2008
Voglio sole per asciugarmi, ed un'ora per ricordare.
Passa, e non cresci mai.
E l'allegria se ne va.
mercoledì 27 febbraio 2008
I'm Mine.
The full moon is looking for friends at high tide
The sorrow grows bigger when the sorrow's denied
I only know my mind
I am mine
martedì 26 febbraio 2008
Gli uomini mai mi riuscì di capire perchè si combinassero attraverso l'amore...
Lui si che era un artista, questa sera lo riascolterò, anzi no, preferisco la poesia del Festival.
Scommesse.

Tratto da "The Big Kahuna", 2000, regia J. Swanbeck
lunedì 25 febbraio 2008
Promise.
Although I've traveled far
I always hold a place for you in my heart
If you think of me If you miss me once in awhile
Then I'll return to you
I'll return and fill that space in your heart
Remembering
Your touch
Your kiss
Your warm embrace
I'll find my way back to you
If you'll be waiting
If you dream of me like I dream of you
In a place that's warm and dark
In a place where I can feel the beating of your heart
Remembering
Your touch
Your kiss
Your warm embrace
I'll find my way back to you
If you'll be waiting
I've longed for you and I have desired
To see your face your smile
To be with you wherever you are
Remembering
Your touch
Your kiss
Your warm embrace
I'll find my way back to you
If you'll be waiting
I've longed for you and I have desired
To see your face, your smile
To be with you wherever you are
Remembering
Your touch
Your kiss
Your warm embrace
I'll find my way back to you
Please say you'll be waiting
Together again
It would feel so good to be
In your arms
Where all my journeys end
If you can make a promise If it's one that you can keep, I vow to come for you
If you wait for me and say you'll hold
A place for me in your heart.
domenica 24 febbraio 2008
mercoledì 20 febbraio 2008
Orgoglio Lucano!
sabato 16 febbraio 2008
domenica 10 febbraio 2008
Te miro y tiemblo.
te di mi cielo,
te abrí la puerta
de mi secreto.
Te dí mi alma
y tú tus besos,
y ese veneno
de efecto lento
Te miro y tiemblo...
Dónde está el fuego,
llegó el invierno,
dónde has escrito
nuestro último verso.
Cómo está el río
tranquilo y seco,
cómo borrarte
de mis recuerdos.
Te miro y tiemblo...
Te di mi sangre
y tú tus besos,
cómo negar que
aún te venero.
martedì 5 febbraio 2008
La meya medicina es la buena compania...





lunedì 4 febbraio 2008
Ricordo di Marie A.
Un giorno di settembre, il mese azzurro,tranquillo sotto un giovane susino
io tenni l'amor mio pallido e quieto
tra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d'estate
c'era una nube ch'io mirai a lungo:
bianchissima nell'alto si perdeva
e quando riguardai era sparita.
E da quel giorno molte molte lune
trascorsero nuotando per il cielo.
Forse i susini ormai sono abbattuti:
Tu chiedi che ne è di quell'amore?
Questo ti dico: più non lo ricordo.
E pure certo, so cosa intendi.
Pure il suo volto più non lo rammento,
questo rammento: l'ho baciato un giorno.
Ed anche il bacio avrei dimenticato
senza la nube apparsa su nel cielo.
Questa ricordo e non potrò scordare:
era molto bianca e veniva giù dall'alto.
Forse i susini fioriscono ancora
e quella donna ha forse sette figli,
ma quella nuvola fiorì solo un istante
e quando riguardai sparì nel vento.
martedì 29 gennaio 2008
Un Giudice.

Fu nelle notti insonni
vegliate al lume del rancore
che preparai gli esami.
diventai procuratore
per imboccar la strada
che dalle panche d’una cattedrale
porta alla sacrestia
quindi alla cattedra d’un tribunale,
giudice finalmente,
arbitro in terra del bene e del male.
E allora la mia statura
non dispensò più buonumore
a chi alla sbarra in piedi
mi diceva Vostro Onore,
e di affidarli al boia
fu un piacere del tutto mio,
prima di genuflettermi
nell’ora dell’addio
non conoscendo affatto la statura di Dio.
lunedì 28 gennaio 2008
Novecento.
Dedicato a chi crede che per trovare o ritrovare se stessi, bisogna "viaggiare" un bel pò...
"Tutta quella città, non se ne vedeva la fine...per
cortesia, la fine, si potrebbe vedere la fine?!?!?
E il rumore..
Su quella maledettissima scaletta era tutto molto
bello..ed io ero grande nel mio cappotto cammello,
facevo un figurone, ed ero sicuro che sarei sceso,
garantito, non c'era problema...
Ma poi...primo gradino, secondo gradino, terzo
gradino...
Primo gradino, secondo gradino..
Non fu quello che vidi che mi fermò, fu quello che non
vidi...quello che non vidi...
Riesci a capirlo???.quello che non vidi...
La cercai.. la cercai ma non c'era, in tutta quella
sterminata città c'era tutto ma non c'era una fine.
Quello che non vidi è dove finiva tutto quello. La
fine del mondo...
Prova ad immaginare un pianoforte..:i tasti iniziano,
i tasti finiscono. Tu sai che sono 88 e su questo
nessuno può fregarti...Non sono infiniti loro, Tu sei
infinito e su quegli 88 tasti infinita è la musica che
puoi suonare..Questo a me piace, questo sì, si può
vivere..
Ma se salgo su quella scaletta e davanti a me si
srotola una tastiera con milioni di tasti, milioni e
miliardi di tasti, che non finiscono mai e questa è la
verità, che non finiscono mai..beh, allora quella
tastiera è infinita..ma se quella tastiera è infinita
non c'è musica che puoi suonare...ti sei seduto sul
seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui
suona Dio..
Ma le vedevi le strade????.
Anche solo le strade, ce n'erano a migliaia...come
fate voi laggiù a sceglierne una???..
A scegliere una donna...
Una casa che sia la vostra, un paesaggio da guardare,
un modo di morire....
Tutto quel mondo addosso che nemmeno sai dove
finisce...o quanto ce n'è...
Ma non avete paura, voi altri, a finire in mille pezzi
solo a pensarla quell'enormità??..a viverla...
Io sono nato su questa nave..ed anche qui il mondo
passava, ma a non più di duemila persone per volta...E
di desideri ce n'erano, sì...ce n'erano ma non più di
quanto possano stare su di una nave fra una prua ed
una poppa...Suonavi la tua felicità su di una tastiera
che non era infinita..
Io ho imparato a vivere così...la terra, quella è una
nave troppo grande per me. E' un viaggio troppo
lungo.E' una donna troppo bella.E' un profumo troppo
forte. E' una musica che non so suonare.
Perdonami amico ma io non scenderò da questa nave, non
scenderò..al massimo, posso scendere dalla mia
vita..."
sabato 26 gennaio 2008
E i gatti...
| Le macchine le macchine sono troppo veloci per i gatti i gatti che vogliono attraversar per cercare un amore un amore che dall’altra parte della strada sta (si sa, bisogna rischiar) E i gatti i gatti sono troppo indipendenti per le donne le donne che li voglion carezzar per mimare un amore un amore quando proprio in giro non ce n’è (neanche a pagar) E se di notte mi vien voglia ti telefono dalle cabine in autostrada da qualche squallido bar sento i gettoni che cadono come battiti del mio cuore ingenuo a metà e tu rispondi annoiata scocciata addormentata alle tre di notte cos’altro potresti far e io ti chiedo sei sola e tu naturalmente ti incazzi vorresti dormire vorresti riattaccar e non capisci che... I telefoni i telefoni sono troppo scomodi per le zampe dei gatti dei gatti che voglion telefonar per chiamare un amore un amore che abita in un’altra città (chissà se un giorno tornerà) E la notte la notte ci sono troppe stelle troppe macchine e ai gatti viene voglia di sdraiarsi proprio in mezzo alla strada e guardare e aspettar che qualcuno gentile ti tocchi la spalla e dica il mondo è finito, signore se ne può andar E se di notte ti vien voglia mi telefoni dalla tua casa tranquilla o da un albergo sul mar sento gli squilli che mi svegliano come battiti del tuo cuore ingenuo a metà e ti rispondo scocciato annoiato addormentato alle tre di notte cos’altro potrei far e se mi chiedi se sono solo dico son solo sono solo solo solo come posso spiegar i gettoni son finiti signore è ora di andar ma perché non capite che... Le macchine... [ripete le prime due strofe] Stefano Benni. |
mercoledì 16 gennaio 2008
OBTORTO COLLO.

giovedì 10 gennaio 2008
Morire al canto dei grilli.

Rivedo il torrente asciutto del mio paese
con quelle pietre così bianche e così grandi
con quelle colline così scarne
più del dolore odiato dagli uomini,
e quelle canne una qua una là
sotto i ponti diruti
sorpresi dalla luna che sbucava da un crepaccio,
cuore della terra divenuta cadavere.
Oh, morire al canto dei grilli in una sera d’estate

























